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Sintesi.
     
Tra  la  fine  della  seconda guerra mondiale e  l'inizio  degli  anni
Settanta, negli stati dell'Europa occidentale, negli Stati Uniti,  nel
Canada   e   nel  Giappone  si  verific  una  straordinaria  crescita
produttiva.   Essa  fu  favorita  dalla  rilevante  disponibilit   di
capitali,  di  fonti di energia, di materie prime e  di  manodopera  a
basso  costo.  Determinante fu il progresso scientifico e tecnologico,
che  consent  la realizzazione di innovazioni di grande  utilit  per
l'attivit produttiva; una vera e propria rivoluzione si verific  nei
settori  dell'elettronica e dei trasporti. Collegata con  l'incremento
della  produzione fu l'espansione dei consumi, favorita dalla crescita
demografica, dal pi elevato potere d'acquisto, dal calo  dei  prezzi,
dalla  pubblicit  e  da  altri incentivi all'acquisto  e,  a  livello
internazionale,  dalla relativa stabilit dei cambi,  dalla  riduzione
delle  tariffe  doganali  e dalla maggiore efficienza  dei  trasporti.
(Paragrafo 1).
Dalla  met  degli  anni Sessanta la crescita produttiva  cominci  ad
attenuarsi. I primi segnali di crisi si manifestarono

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negli Stati Uniti, messi in difficolt dalle ingenti spese pubbliche e
dalla  concorrenza giapponese ed europea. La svalutazione del dollaro,
decisa  nel  1971,  e  l'abolizione della sua convertibilit  in  oro,
determinarono  un  grave disordine negli scambi  monetari.  A  ci  si
aggiunse,  nel  1973, la crisi energetica originata dal  riacutizzarsi
dei  contrasti in Medio Oriente, che fece salire ulteriormente i costi
di  produzione, gi lievitati in seguito agli aumenti salariali e alle
spese  per  lo  stato sociale. Ebbe cos inizio una fase  definita  di
"stagflazione",   caratterizzata   dalla   stagnazione   dell'attivit
produttiva unita alla crescita dell'inflazione.  (Paragrafo 2).
Parallelamente alla grande espansione economica si sono formate grandi
concentrazioni imprenditoriali; tra queste si sono distinte le societ
multinazionali,  che  hanno assunto un potere  crescente  sul  mercato
mondiale.  Oltre  alle  dimensioni  sono  cambiati  anche  i  modi  di
funzionamento   delle   imprese;   una   delle   trasformazioni    pi
significative    stata la separazione delle funzioni  manageriali  da
quelle  imprenditoriali.  L'innovazione tecnologica,  l'organizzazione
scientifica  del  lavoro  e  la generale modernizzazione  del  sistema
economico hanno inoltre provocato una variazione nella struttura della
popolazione   attiva:   in  tutti  i  paesi   avanzati      diventato
maggioritario il numero degli addetti al terziario e all'interno della
classe  operaia sono emersi lavoratori dotati di elevata  preparazione
professionale. (Paragrafo 3).
Dal 1950 al 1990 la popolazione mondiale  passata da circa 2 miliardi
e  mezzo  a 5 miliardi e 300 milioni di abitanti. I ritmi di  crescita
pi  elevati si sono registrati nei paesi in via di sviluppo, dove  il
calo  della mortalit, favorito dalla importazione di moderne tecniche
mediche  e  sanitarie,  si   sommato alla  permanenza  di  un'elevata
fecondit.   Nei  paesi  avanzati,  invece,  la  natalit      andata
progressivamente diminuendo, per cui, calando contemporaneamente anche
la  mortalit,  si  determinato un invecchiamento della  popolazione.
Tendenza   diffusa  a  livello  mondiale    stata   l'aumento   della
popolazione  urbana. Nei paesi avanzati si  innalzato il  livello  di
vita, ma sono rimasti profondi squilibri sociali. (Paragrafo 4).
Dallo  sviluppo  economico rest escluso il Terzo mondo,  costretto  a
vivere in condizioni di arretratezza rispetto ai paesi pi ricchi,  in
seguito  a  numerosi fattori. Determinante  stato lo sfruttamento  di
tipo  neocoloniale,  spesso accompagnato da interferenze  sui  sistemi
politici;   l'arretratezza  tecnologica  ha  fortemente   condizionato
l'economia   dei  paesi  poveri,  che,  quasi  sempre  fondata   sulla
esportazione  delle materie prime,  stata esposta  alle  fluttuazioni
dei mercati internazionali. La crescita demografica ha fatto diminuire
la disponibilit di risorse pro capite ed ha provocato l'aumento della
quota  di  popolazione in et non lavorativa. Nel corso  degli  ultimi
decenni  il divario tra paesi poveri e paesi ricchi si  ulteriormente
accentuato:  i  primi, che contano il 75% della popolazione  mondiale,
dispongono del 20% del reddito mondiale.  (Paragrafo 5).
Nei  paesi avanzati, nel corso della prima met del Novecento,  grazie
alla   scolarizzazione   di   massa      progressivamente   scomparso
l'analfabetismo.  Tra le varie discipline sono risultate  privilegiate
quelle  scientifiche, in relazione anche alla loro connessione con  lo
sviluppo  economico.  Il  progresso  scientifico  ha  comunque   fatto
insorgere  anche  problemi  di  vario tipo,  derivanti  dal  possibile
impiego  di  alcune  scoperte  per fini contrari  all'interesse  della
collettivit o comunque moralmente discutibili.  (Paragrafo 6).
Fenomeno  di  grande  portata   stata  la  diffusione  dei  mezzi  di
comunicazione  di  massa;  la televisione in particolare  ha  favorito
l'arricchimento culturale e la partecipazione democratica, ma ha anche
prodotto  una generale omogeneit dei modelli di comportamento  ed  ha
esposto  l'opinione  pubblica  ai rischi  di  possibili  manipolazioni
dell'informazione.
Il  cinema,  bench ridimensionato dall'avvento della televisione,  ha
svolto  un importante ruolo di diffusione culturale. La musica leggera
ha   acquisito  una  sempre  pi  ampia  popolarit,  quella  pop   in
particolare    diventata  parte integrante della  cultura  giovanile.
(Paragrafo 7).
Nel  corso  della seconda met degli anni Sessanta, in quasi  tutti  i
paesi  occidentali,  gli  studenti  medi  e  soprattutto  universitari
dettero vita a movimenti di protesta, che, inizialmente rivolti contro
le   istituzioni   scolastiche  accusate   di   essere   superate   ed
antidemocratiche, assunsero infine il carattere di contestazione verso
tutta  la societ contemporanea. La protesta aveva molteplici  matrici
culturali  e  politiche: le analisi sociologiche degli studiosi  della
scuola  di  Francoforte, il movimento radicale negli Stati  Uniti,  le
ideologie dell'estrema sinistra in Europa e varie manifestazioni della
cultura  giovanile,  dalla  beat generation,  alla  musica  pop  e  al
movimento  hippy. Alcune vicende internazionali, come  la  guerra  nel
Vietnam,

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la   rivoluzione   culturale   cinese   e   la   rivoluzione   cubana,
rappresentarono  occasioni di aggregazione delle masse  giovanili.  Le
prime  mobilitazioni di massa si verificarono negli Stati  Uniti  alla
fine  degli  anni  Cinquanta  e  diventarono  sempre  pi  intense  in
collegamento con la lotta contro la guerra nel Vietnam. In  Europa  la
protesta  dilag a partire dal 1967 e raggiunse il culmine  nel  1968.
(Paragrafo 8).
La  societ contemporanea fu oggetto di contestazione anche  da  parte
del  movimento  femminista, che si pose come  obiettivo  non  solo  il
riconoscimento  della  parit giuridica, economica  e  politica  della
donna,  ma anche il rispetto per la sua specifica identit a  tutti  i
livelli  istituzionali. Dopo una sua ampia diffusione nel corso  degli
anni Settanta, il movimento fu indebolito dalla suddivisione in gruppi
di diverso orientamento.
La  tutela  dell'ambiente  fu  lo scopo specifico  di  vari  movimenti
ecologisti formatisi negli anni Sessanta, che acquisirono poi un ampio
consenso  ed  una  crescente  popolarit,  in  seguito  alle  campagne
condotte  in  varie parti del mondo per lottare contro  l'inquinamento
ambientale, per la protezione di animali in via di estinzione o contro
gli esperimenti nucleari.  (Paragrafo 9).
L'atteggiamento  della  Chiesa cattolica nei confronti  della  societ
contemporanea ha subito un cambiamento profondo con il pontificato  di
Giovanni  ventitreesimo (1958-1963), che si  interessato dei problemi
sociali  connessi  con  lo sviluppo economico,  richiamando  popoli  e
governanti  ad un maggiore impegno per la giustizia sociale,  per  una
pi  equa  distribuzione della ricchezza e per la  pace.  Il  concilio
Vaticano  secondo, da lui convocato nel 1962 e portato  a  conclusione
nel  1965  dal suo successore, ha contribuito a rendere la  Chiesa  di
Roma   pi  aperta  al  dialogo  con  le  altre  religioni   ed   alla
partecipazione  dei  fedeli.  Paolo sesto  (1963-1978)  ha  proseguito
l'impegno per la pace e la giustizia nelle relazioni internazionali ed
ha  svolto un'azione pastorale a vasto raggio, tramite viaggi in varie
parti  del  mondo. Frequenti viaggi in Asia, in Africa  e  in  America
meridionale e in tutto il mondo sono stati compiuti anche da  Giovanni
Paolo  secondo, che ha spesso richiamato l'attenzione dei paesi ricchi
sulle  gravissime  condizioni del Terzo mondo ed ha  rivolto  accorati
appelli  per la cessazione dei numerosi e gravi conflitti locali.  Sul
piano  teologico e morale Giovanni Paolo secondo si  distinto per  la
rigorosa  riaffermazione dei dogmi e dei princpi  del  Cattolicesimo.
(Paragrafo 10).
